LA FUNZIONE EDUCATIVA, ABILITATIVA
E RIABILITATIVA DELLA MONTAGNA
In montagna mente e corpo si confrontano con le risorse ambientali, personali e collettive. Si evidenzia così la naturale necessità umana di essere a contatto con l’ambiente, la natura, accedendo a risorse primigenie intense che consentono la ricucitura tra il sé e l’Io. Nelle attività in montagna si avverte l’importanza della realtà che scorre, la significatività delle proprie azioni per se stessi e per gli altri, la necessità di ricorrere a processi decisionali e di protezione immediati, ma connessi con la competenza e la capacità. Trekking, arrampicata, sci, facilitano il ricambio dalle scorie biopsichiche acuendo la sensibilità sensoriale e percettiva. Per i preadolescenti e gli adolescenti, abili e diversamente abili, queste attività collegate alla montagna sviluppano lo scioglimento dell’ansia, aiutano a imparare a vivere in gruppo, consentono di sviluppare sistemi comunicativi efficaci, sostengono la gestione degli imprevisti, permettono di assumere e condividere responsabilità e decisioni, esortano la capacità di adattamento, facilitano la comprensione di un ritmo naturale, permettono di riconoscere e apprezzare il silenzio come dimensione soggettiva e gruppale, aiutano a distinguere tra superficialità ed essenzialità. In quest’ottica l’attività sportiva è sia un’occasione di apprendimento di abilità motorie e una pratica salutista, sia un contesto di formazione psicologica e relazionale. Dal punto di vista psico-sociale una pratica sportiva continuativa fornisce un ambito di apprendimento e formazione su vari aspetti della propria esperienza personale e sociale, quali la conoscenza di sé in termini relazionali, psicologici, fisici; l’autocontrollo per le metodiche di allenamento, esercizio e regole al fine della conciliazione tra istanze istintuali e istanze socio-relazionali; il sentimento di autoefficacia, nel senso di fiducia nelle proprie capacità; senso e attitudine di competizione, intesa come spinta al raggiungimento degli obiettivi, conoscendo i propri limiti e riconoscendo le facoltà altrui; la capacità di cooperare, necessaria per lavorare in modo coordinato e nel rispetto dei reciproci ruoli; l’accettazione di alternarsi di gratificazioni e frustrazioni; l’abilità di divertirsi.
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